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	<title>The Mercy Site &#187; recensione</title>
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	<description>Una risorsa italiana su Nick Cave</description>
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		<title>Grinderman in Italia: un breve resoconto dei concerti di Trezzo e Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 20:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>themercysite</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andare a Trezzo da Milano alle sei e mezza di sera implica una certa dote di pazienza, mettendo in conto di impiegare  cinquanta minuti per arrivare a Palmanova e altri dieci per fare in realtà tutto il tragitto. Col senno di poi sarà il contrattempo peggiore capitato in questo minitour Grinderman: a Trezzo il 6, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andare a Trezzo da Milano alle sei e mezza di sera implica una certa dote di pazienza, mettendo in conto di impiegare  cinquanta minuti per arrivare a Palmanova e altri dieci per fare in realtà tutto il tragitto. Col senno di poi sarà il contrattempo peggiore capitato in questo minitour Grinderman: a Trezzo il 6, a Roma il giorno dopo.<br />
<span id="more-251"></span><br />
Comincia alle nove e mezza, senza supporto. Il Live non è malaccio come posto, e si attacca senza sorprese con Mickey Mouse. I fotografi sotto il palco durano un pezzo, e questo si sa, la security un po’ di più. Facendo gli sceriffi anti macchine fotografiche sono un po’ di impiccio lì sotto e vengono liquidati fuckoffianamente del tizio australiano sul palco nel giro di qualche minuto. Nick non si risparmia, tiene fede alla voglia di divertimento ed energia che è la dichiarazione di poetica implicita del progetto. E a volte forse esagera un po’, perché distrugge l’organo, e si fa pure male, come scopriremo il giorno dopo a Roma. Grinderman 2 non è un disco epocale e ancor meno lo è il singolo, ma dal vivo il pezzo diventa più sinistro, con una visceralità che sul disco manca: Heathen Child è una piacevole sorpresa per me, così come l’esplicita richiesta di denaro rivoltami personalmente da un Nick di cui si comincia a dubitare della solidità finanziaria. Dubbio rafforzato quando ci comunica che pensava di suonare a Milano e che le stanze in cui alloggiano sono piccole.</p>
<p>E intanto passano i pezzi e Palaces Of Montezuma qualcuno mi ricorda che in fondo è una sorta di “parentesi Bad Seeds”. Evil ha come protagonista più Ellis di Nick, mentre When My Baby Comes, quando diventa elettrica, trova pieno compimento, e quella sorta di tribalità che trapela anche su disco diventa reale: secondo me uno dei pezzi migliori del concerto, insieme ad un’intensa e teatrale Kitchenette. What I Know è fuori luogo e viene buttata un po’ lì, senza essere presa sul serio nemmeno da chi la stava suonando, Honey Bee (Let&#8217;s Fly To Mars) soddisfa la voglia di chi voleva fare un po’ di casino e davanti arriva qualche spinta: personalmente è un pezzo che dal vivo comunque non mi dispiace. Manca dai bis Man in the Moon causa distruzione della strumentazione necessaria alla sua messa in opera e si chiude con Grinderman, che diventa una sorta di rossa ritualità, rumorosa, bassa, disturbata. E sì, bisogna mettere anche questa fra le cose migliori di questo tour.</p>
<p>Finito. Faccio due chiacchiere con un po’ di gente che conosco e questo può sembrare irrilevante, ma amo i concerti di Nick anche perché incontro sempre un sacco di persone che altrimenti non vedo quasi mai. E quasi tutti se ne vanno, rimangono i soliti, una ventina, dietro al parcheggio ad aspettare.</p>
<p>La preoccupazione sulle finanze di Nick viene rafforzata da chi ci dice che non uscirà perché “ha un bus tour della madonna e dorme lì”. Ma evidentemente qualche spicciolo ancora ce l’ha per una camera d’albergo, visto che dopo tre quarti d’ora circa esce e si ferma per autografi e foto. Baci per chi li desidera, mentre non sembra rimanerci troppo male verso chi gli specifica che baci non ne vuole. E, dopo qualche minuto, è in partenza per la piccola stanza d’albergo.</p>
<p>Torno a casa, aggiorno il sito, e me ne vado a nanna con comodo, tanto il treno per Roma è solo nel pomeriggio. Quando poi ci salgo, su quel treno, inganno l’attesa del viaggio con una lettura che mi sembra sufficientemente grindermaniana: “Un problema di lupi mannari nella Russia centrale” di Viktor Pelevin. Arrivato a Roma alle 18 vado un salto in quella che è la mia piccola stanza d’albergo – e, in tutta onestà, avrei voluto vedere chi dei due fosse messo peggio –, per poi andare verso l’Eur all’Atlantico.</p>
<p>Sull’Atlantico e la sua attitudine ad ospitare eventi musicali forse è meglio non dire niente. O forse sì, una cosa si può dire: non dovrebbe farlo perché è uno di quegli scatoloni di cemento che al massimo possono andar bene come palestra (e dico palestra perché io non le frequento).</p>
<p>Per quanto riguarda il concerto poi non mi ripeterò con quanto già detto. Nick un po’ provato dalla serata precedente si è controllato un po’ di più, ma questo è stato compensato da un pubblico meno algido rispetto a quello di Trezzo: che problema far battere le mani a tempo su No Pussy Blues, cosa che a Roma è venuta naturale. Ma niente pogo e spintoni (solo uno, va’). Per quanto mi riguarda, tolta una cosa e messa un’altra, i due concerti si sono equivalsi.</p>
<p>Il fatto che Nick fosse relativamente più tranquillo ha evitato distruzioni varie e questo ha consentito la comparsa in scaletta di Man in the Moon. È mancata da entrambe le date Electric Alice, mentre hanno trovato conferma secondo me le qualità e le debolezze dei pezzi della sera prima: male ancora What I Know, rovinata in quest’occasione anche dalla scomparsa della chitarra per gran parte del pezzo, mentre ottime Kitchenette, When My Baby Comes e il viscerale e devastante finale di Grinderman.</p>
<p>Dopo concerto? L’Atlantico non è brutto solo dentro, è fatto male anche fuori. La gente prima è portata a fermarsi in massa, per poi essere cacciata fuori, ma a quel punto è improbabile che Nick si fermi a qualche centinaia di metri dal locale, a meno che si voglia prendere un panino con la porchetta. Se quindi c’è stato un dopo concerto, beh, io non c’ero. Vi ho già detto che mi piacciono i concerti di Nick perché incontro persone che non vedo spesso: ecco, mentre Nick si sarà fermato a farsi il panino con la porchetta e a fare autografi, io passavo il mio tempo a coltivare quelle amicizie.</p>
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		<title>Concerto &#8211; 23 novembre 2008 &#8211; Brighton, Brighton Centre</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 20:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tizitupelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[23 novembre 2008]]></category>
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		<description><![CDATA[HOLD ON TO YOURSELF
DIG LAZARUS DIG
TUPELO
WEEPING SONG
NATURE BOY
RED RIGHT HAND
MIDNIGHT MAN
GOD IS IN THE HOUSE
PEOPLE AIN’T NO GOOD
MOONLAND
MERCY SEAT
DEANNA
WE CALL UPON THE AUTHOR
PAPA WON’T LEAVE YOU, HENRY
GET READY FOR LOVE
STRAIGHT TO YOU
THE LYRE OF ORPHEUS
HARD ON FOR LOVE
STAGGER LEE
Bene.
Eccomi di nuovo sotto al palco dei Bad Seeds e di Nick….ma non nel salotto di casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>HOLD ON TO YOURSELF<br />
DIG LAZARUS DIG<br />
TUPELO<br />
WEEPING SONG<br />
NATURE BOY<br />
RED RIGHT HAND<br />
MIDNIGHT MAN<br />
GOD IS IN THE HOUSE<br />
PEOPLE AIN’T NO GOOD<br />
MOONLAND<br />
MERCY SEAT<br />
DEANNA<br />
WE CALL UPON THE AUTHOR<br />
PAPA WON’T LEAVE YOU, HENRY<br />
GET READY FOR LOVE</p>
<p>STRAIGHT TO YOU<br />
THE LYRE OF ORPHEUS<br />
HARD ON FOR LOVE<br />
STAGGER LEE</p>
<p>Bene.<br />
Eccomi di nuovo sotto al palco dei Bad Seeds e di Nick….ma non nel salotto di casa – trattandosi di Brighton &#8211; (haimè! <img src="http://www.themercysite.com/phpBB3/images/smilies/icon_rolleyes.gif" alt=":roll:" title="Rolling Eyes" /> ) bensì in un freddissimo e poco ospitale palazzetto o centro congressi o sala da concerti…però con un’acustica discreta.<br />
Tutti ci si aspetta i mangiatori di loto per cominciare e invece quel bel pezzone ipnotico è sostituito da “Hold On To Yourself”, peccato.<br />
Nick è strepitoso, al solito, allegro (e xchè mai dovrebbe essere il contrario visto che siamo di nuovo tutti/e li…) e in forma (soltanto un piccolo inciampo nella voce in “God Is In The house&#8221;…cavolo, ha preso tre belle stecche!!).<br />
Quindi un altro bel concertone che non mi sentirei però di definire strepitoso, ma, naturalmente, con le solite punte vertiginose: il “duo” Mercy Seat e Deanna (quasi nelle original version) stavolta gli viene proprio da urlo come pure Red Right Hand (che non mi stancherò mai di ascoltare dal vivo!) e Hard Of For Love (questo pezzo sta vivendo veramente una seconda vita!).…e poi…regalone…. richiamati sul palco solo una volta (benedetti inglesi! <img src="http://www.themercysite.com/phpBB3/images/smilies/icon_rolleyes.gif" alt=":roll:" title="Rolling Eyes" /> ), ecco STRAIGHT TO YOU <img src="http://www.themercysite.com/phpBB3/images/smilies/icon_biggrin.gif" alt=":D" title="Very Happy" /> (nemmeno ho dovuto chiederglielo!) a Roma me l’ aveva fatta ma non si ricordava le parole e, diciamolo, era venuta piuttosto maluccio, perciò me la doveva!&#8230;.e quindi visto che si ricomincia da capo vorresti anche tutte, tutte le altre, un lungo, interminabile concerto, concerto che però deve tassativamente finire entro le 23….e non c’è più tempo, non c&#8217;è nè più! Ed è per questo che non lo avrei sprecato con il teatrino di The Lyre Of Orpheus (ancora!) ma poi le sventagliate di Hard Of For Love e Stagger Lee ci risarciscono…e poi, e poi…thanks and goodnight!</p>
<p>Ps.: menzione speciale stasera per Conway Savage: ha fatto di quei numeri da circo da non credere giocando con maracas, tamburelli e quant’altro , improvvissando solitari balletti alla tastiera e agitando la testa come il più incallito metallaro e giuro che, essendo ormai al mio 37° concerto dei Bad Seeds, non l’ho mai visto cosi! Incredibile.<br />
Ppss.: E poi l’attesa nel freddo pungente, stavolta più lunga del previsto, ma, come dice Junior a Zucchero (alias Tony Curtis e Marilyn Monroe in “A qualcuno piace caldo”)“…non importa quanto si aspetta, ma chi si aspetta…”…appunto…vale sempre la pena aspettare Nick xchè il suo abbraccio ti ricompensa sempre! E stavolta, consapevole del fatto che sfidare il freddo così è piuttosto “eroico”, ha pure pregato la dolce Susie di scusarlo per l’attesa (lei era già in macchina) ma non poteva certo esimersi dal rito: foto, baci e qualche parola scambiata e, ancora una volta, ti sorprende per la sua grande disponibilità…ma questo l’ho già detto tante volte, che ormai è quasi scontato!</p>
<p>E poi è una specie di visione quella della mattina dopo in una strada di Brighton-Hove: incrociare Nick Cave – The Faboluos – sul marciapiedi, stretto nel suo piumino nero, capelli al vento e trolly al seguito che attraversa ad un passaggio pedonale, stando ben attento a non farsi investire, con il tour menager che gli trotterella dietro per accompagnarlo sul pulman che lo aspetta con tutti gli altri Bad Seeds per portarselo via in tour, ancora una volta, per altri concerti, e altri e altri ancora per la sua e la nostra felicità.<br />
La vita è bella, nonostante!</p>
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		<title>Concerto &#8211; 28 maggio 2008 &#8211; Milano, Alcatraz</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 09:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>themercysite</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcatraz sold out per la prima data del tour in Italia, anche se a me sembrava  un po&#8217; meno pieno dell&#8217;ultima volta. Ma magari è sono un&#8217;impressione.
Sul concerto, che dire? Ci si deve ripetere. Stai magari anche un bel po&#8217; di tempo senza vederli dal vivo ma appena attaccano i Bad Seeds hai la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcatraz sold out per la prima data del tour in Italia, anche se a me sembrava  un po&#8217; meno pieno dell&#8217;ultima volta. Ma magari è sono un&#8217;impressione.<br />
Sul concerto, che dire? Ci si deve ripetere. Stai magari anche un bel po&#8217; di tempo senza vederli dal vivo ma appena attaccano i Bad Seeds hai la stessa sensazione che hai quando ritorni a casa. Attaccano e ti ritrovi a sbattere contro il loro <em>wall of sound</em> che conosci bene, ma ogni volta è come se fosse la prima e c&#8217;è sempre un qualcosa che ti spiazza.<br />
La scaletta non presenta grosse sorprese rispetto a quanto già si sapeva dal resto del tour, ma un conto è leggere che fa <em>Hard on for love</em> e un altro è quando te la trovi lì. I brani nuovi superano alla grande l&#8217;esame del live (e che a farlo sia <em>Midnight Man</em> non mi sorprende, un po&#8217; di più invece il fatto che rendano così bene anche <em>Today’s Lesson</em> e <em>We Call Upon The Author</em>).<br />
Manca qualcosa rispetto ad esempio alla setlist di Copenhagen ma arriviamo comunque a due ore e dieci di concerti: cosa ormai abbastanza rara. Non esaltanti probabilmente i due recuperi dai due album gemelli (<em>The Lyre of Orpheus</em> e<br />
<em>Get Ready for Love</em>), mentre i &#8220;classici&#8221; ritrovano sempre nuova freschezza. Io sono più per una <em>The Mercy Seat</em> in versione &#8220;tirata&#8221;: ma anche così non è certo da buttare. E che dire di <em>Nobody’s Baby Now</em> e <em>Red Right Hand</em>?<br />
E visto che non si può chiudere senza nemmeno un omicidio d&#8217;autore ci pensa <em>Stagger Lee</em> a mandarci tutti a casa.<br />
Discorso su Nick in particolare. È in forma, ne ha voglia e gigioneggia come suo stile con gli ormai classici mini siparietti con il pubblico (magari constituiti da due parole, ma l&#8217;effetto c&#8217;è sempre). Lo preferisco comunque senza chitarra: quando ce l&#8217;ha perde un po&#8217; nella sua carica da frontman.</p>
<p>Qui sotto potete vedere il video, parziale, di <em>Into my arms</em> dalla serata di Milano.<br />
<object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RmWu3WGfbJQ&amp;rel=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RmWu3WGfbJQ&amp;rel=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="500" height="375"></object></p>
<p>La setlist all&#8217;Alcatraz:<br />
Night of the lotus eaters<br />
Dig Lazarus dig<br />
Tupelo<br />
Today’s lesson<br />
Red right hand<br />
Nobody’s baby now<br />
Midnight man<br />
The mercy seat<br />
Deanna<br />
Lie down here<br />
Moonland<br />
The ship song<br />
We call upon the author<br />
Papa won’t leave you Henry<br />
More news from nowhere</p>
<p>The lyre of Orpheus<br />
Get ready for love<br />
Hard on for love<br />
Into my arms</p>
<p>Jesus of the moon<br />
Stagger Lee</p>
]]></content:encoded>
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