Raccolta di Saggi su Nick Cave

Vi giro la notizia di una raccolta di saggi critici su Nick Cave che verrà pubblicata a giugno da Ashgate, un editore universitario di grande prestigio “accademico” (www.ashgate.com). La raccolta è inserita all’interno di una collana sulla “popular culture”. Titolo Cultural Seeds: Essays on the Work of Nick Cave, ed. Karen Welberry. L’unico problema è il prezzo: 50 sterline!!! Ma purtroppo la Ashgate è notoriamente un editore molto caro, anche se di altissimo livello. A me pare bello che Cave venga affrontato anche da questo punto di vista. Eccovi alcune informazioni sui contenuti:

Nick Cave is now widely recognized as a songwriter, musician, novelist, screenwriter, curator, critic, actor and performer. From the band, The Boys Next Door (1976-1980), to the spoken-word recording, The Secret Life of the Love Song (1998), to the recently acclaimed screenplay of The Proposition (2005) and the Grinderman project (2008), Cave’s career spans thirty years and has produced a comprehensive (and sometimes controversial) body of work that has shaped contemporary alternative culture. Despite intense media interest in Cave, there have been remarkably few comprehensive appraisals of his work, its significance and its impact on understandings of popular culture. In addressing this absence, the present volume is both timely and necessary.

Cultural Seeds brings together an international range of scholars and practitioners, each of whom is uniquely placed to comment on an aspect of Cave’s career. The essays collected here not only generate new ways of seeing and understanding Cave’s contributions to contemporary culture, but set up a dialogue between fields all-too-often separated in the academy and in the media. Topics include Cave and the Presley myth; the aberrant masculinity projected by The Birthday Party; the postcolonial Australian-ness of his humour; his interventions in film and his erotics of the sacred. These essays offer compelling insights and provocative arguments about the fluidity of contemporary artistic practice.

Contents:
-Introduction, Tanya Dalziell and Karen Welberry;
Part 1 Cultural Contexts
-The light within: the 21st century love songs of Nick Cave, Jillian Burt;
-Planting seeds, Clinton Walker;
-Nick Cave and the Australian language of laughter, Karen Welberry;
-Nick Cave, dance performance and the production of masculinity, Laknath Jayasinghe.

Part 2 Intersections
-An audience for antagonism, Chris Bilton;
-And the Ass Saw the Angel: a novel of fragment and excess, Carol Hart;
-Red right hand: the cinema and Nick Cave, Adrian Danks;
-Grinderman: all stripped down, Angela Jones.

Part 3 The Sacred
-From mutiny to calling upon the author: Cave’s religion, Robert Eaglestone;
-Oedipus wrecks: Cave and the Presley myth, Nathan Wiseman-Trowse;
-Fleshed sacred: the carnal theologies of Nick Cave, Lyn McCredden;
-The moose and Nick Cave: melancholy, creativity and love songs, Tanya Dalziell.

About the Editor: Dr Karen Welberry, School of Communications, Arts, and Critical Enquiry, La Trobe University, Australia and Dr Tanya Dalziell, English, Communication and Cultural Studies, The University of Western Australia, Australia

Nick al Traffic di Torino il 9 luglio

Notizia breve ma decisamente interessante.
A quanto mi risulta Nick Cave suonerà di nuovo in Italia la prossima estate nell’ambito dell’edizione 2009 del Traffic di Torino.
Per ora non sono a conoscenza di ulteriori dettagli.

Concerto - 23 novembre 2008 - Brighton, Brighton Centre

HOLD ON TO YOURSELF
DIG LAZARUS DIG
TUPELO
WEEPING SONG
NATURE BOY
RED RIGHT HAND
MIDNIGHT MAN
GOD IS IN THE HOUSE
PEOPLE AIN’T NO GOOD
MOONLAND
MERCY SEAT
DEANNA
WE CALL UPON THE AUTHOR
PAPA WON’T LEAVE YOU, HENRY
GET READY FOR LOVE

STRAIGHT TO YOU
THE LYRE OF ORPHEUS
HARD ON FOR LOVE
STAGGER LEE

Bene.
Eccomi di nuovo sotto al palco dei Bad Seeds e di Nick….ma non nel salotto di casa – trattandosi di Brighton - (haimè! :roll: ) bensì in un freddissimo e poco ospitale palazzetto o centro congressi o sala da concerti…però con un’acustica discreta.
Tutti ci si aspetta i mangiatori di loto per cominciare e invece quel bel pezzone ipnotico è sostituito da “Hold On To Yourself”, peccato.
Nick è strepitoso, al solito, allegro (e xchè mai dovrebbe essere il contrario visto che siamo di nuovo tutti/e li…) e in forma (soltanto un piccolo inciampo nella voce in “God Is In The house”…cavolo, ha preso tre belle stecche!!).
Quindi un altro bel concertone che non mi sentirei però di definire strepitoso, ma, naturalmente, con le solite punte vertiginose: il “duo” Mercy Seat e Deanna (quasi nelle original version) stavolta gli viene proprio da urlo come pure Red Right Hand (che non mi stancherò mai di ascoltare dal vivo!) e Hard Of For Love (questo pezzo sta vivendo veramente una seconda vita!).…e poi…regalone…. richiamati sul palco solo una volta (benedetti inglesi! :roll: ), ecco STRAIGHT TO YOU :D (nemmeno ho dovuto chiederglielo!) a Roma me l’ aveva fatta ma non si ricordava le parole e, diciamolo, era venuta piuttosto maluccio, perciò me la doveva!….e quindi visto che si ricomincia da capo vorresti anche tutte, tutte le altre, un lungo, interminabile concerto, concerto che però deve tassativamente finire entro le 23….e non c’è più tempo, non c’è nè più! Ed è per questo che non lo avrei sprecato con il teatrino di The Lyre Of Orpheus (ancora!) ma poi le sventagliate di Hard Of For Love e Stagger Lee ci risarciscono…e poi, e poi…thanks and goodnight!

Ps.: menzione speciale stasera per Conway Savage: ha fatto di quei numeri da circo da non credere giocando con maracas, tamburelli e quant’altro , improvvissando solitari balletti alla tastiera e agitando la testa come il più incallito metallaro e giuro che, essendo ormai al mio 37° concerto dei Bad Seeds, non l’ho mai visto cosi! Incredibile.
Ppss.: E poi l’attesa nel freddo pungente, stavolta più lunga del previsto, ma, come dice Junior a Zucchero (alias Tony Curtis e Marilyn Monroe in “A qualcuno piace caldo”)“…non importa quanto si aspetta, ma chi si aspetta…”…appunto…vale sempre la pena aspettare Nick xchè il suo abbraccio ti ricompensa sempre! E stavolta, consapevole del fatto che sfidare il freddo così è piuttosto “eroico”, ha pure pregato la dolce Susie di scusarlo per l’attesa (lei era già in macchina) ma non poteva certo esimersi dal rito: foto, baci e qualche parola scambiata e, ancora una volta, ti sorprende per la sua grande disponibilità…ma questo l’ho già detto tante volte, che ormai è quasi scontato!

E poi è una specie di visione quella della mattina dopo in una strada di Brighton-Hove: incrociare Nick Cave – The Faboluos – sul marciapiedi, stretto nel suo piumino nero, capelli al vento e trolly al seguito che attraversa ad un passaggio pedonale, stando ben attento a non farsi investire, con il tour menager che gli trotterella dietro per accompagnarlo sul pulman che lo aspetta con tutti gli altri Bad Seeds per portarselo via in tour, ancora una volta, per altri concerti, e altri e altri ancora per la sua e la nostra felicità.
La vita è bella, nonostante!

In linea le immagini del concerto di Brighton

Grazie a wildworld sono in linea le immagini del concerto di Brighton del 23 novembre 2008.
E adesso aspettiamo la recensione… vero? ;)

Compleanno

Senza indugiare troppo in celebrazioni per le quali sono poco propenso, con il mese che si è appena concluso questo sito ha compiuto i suoi primi dieci anni di vita. In forme diverse e con periodi di alti e bassi, la sua presenza ha consentito a molta gente di conoscersi, incontrarsi e confrontarsi grazie ad un’unica passione comune.
Ringrazio tutti quelli che con i loro interventi o anche semplicemente la propria visita hanno rappresentato un motivo per andare avanti per tutto questo tempo. E naturalmente ringrazio Nick Cave, che è stato colui che ha reso possibile, in aggiunta a molte altre cose, anche questa.

Nuovo singolo: “Midnight Man”

Uscirà lunedì 28 luglio “Midnight Man”, terzo singolo estratto da “Dig!!! Lazarus Dig!!!”: l’originale artwork è curato dallo stesso Cave. Del brano è stato diffuso un videoclip live in studio.

Tom Waits a Milano (19 luglio 2008) - Teatro degli Arcimboldi

Io ci sono stato sabato, l’ultima sera.

Sul prezzo mi pareva davvero esagerato. Io tutto sommato me lo potevo (quasi) permettere, con qualche piccola rinuncia (sono un ricercatore universitario da 1200 al mese, e non da 9000 euro come qualcuno ha follemente scritto sui giornali qualche giorno fa…). Ma comunque erano pur sempre 150 euro!!!! Questo spiega perché a teatro di ragazzi moltogiovani ce n’erano pochi (diciamo che si andava dai 20-25 anni in su). In ricordo dell’indimentibalibe concerto romano di Nick, ci sono andato con la maglietta di “Dig, Lazarus, Dig”.  E infatti la ragazza del botteghino ticketone, con un sorriso, mi ha chiesto com’era stato il concerto di Nick…

Sulla scaletta, beh, c’è poco da dire. Una buona selezione (soprattutto da Mule Variations, Blood Money e sul finale l’inossidabile “Rain Dogs”, ma peccato l’assenza totale di pezzi da Alice). Lie to Me da Orphans in apertura e poi, in ordine sparso: Down in the Whole, Jesus’s Gonna be here, Chocolate Jesus, House where nobody lives, Rain Dogs, Hoist that Rag, Eyeball Kid, On the Nickel (vado a memoria). Ma ci aggiungerei:
Tom Traubert’s blues (splendida)
Dirty in the ground (inattesa da Bone Machine, ….e sublime)
Bottom of the World
All the World is Green (brividi…)
Cold Cold Ground
Innocent when you Dream (cantata in coro, grande emozione…).

Piccola ombra: I primi pezzi sono stati al di sotto delle aspettative per la voce del buon vecchio (che proprio non ci arrivava), mentre dopo le cose sono decisamente migliorate. Diciamo che il concerto è andato in crescendo. Bravi i musicisti, anche se il figlio batterista non mi è parso precisissimo con il tempo. Suono volutamente impastato e oscuro, come si conviene al maestro.
Delusione sul finale, il buon (e caro…in tutti i sensi) tom ha negato un secondo bis. Per concludere, Tom ci ha dato quello che potevamo aspettarci da un vecchio mostro sacro come lui. Un ricordo per sempre, qualche piccola ombra ed infine la constatazione dei paradossi della vita: il concerto del “maledetto” Waits poeta dei reitti era infatti frequentato anche e putroppo da fighetti e fighette eurodotati in un teatro blindato, dove ti fucilavano alla prima foto scattata….

Inatteso fuori programma. Manuel Agnelli degli Afterhours in fila al bagno, che gentilmente si è fatto fotografare (nonostante la ragazza che l’accompagnava sembrasse nervosetta e facesse qualche capriccio). GRANDE!!!

Per dirla con tom, che di sogni se ne intende:

It’s such a sad old feeling
All the fields are soft and green
And it’s memories that I’m stealing
But you’re innocent when you dream

Collector’s Edition

Nick Cave e Mute hanno annunciato l’uscita dei primi quattro album del cantautore in una versione rimasterizzata e remixata in 5.1: inoltre, ogni cofanetto conterrà un inedito filmino che Iain Forsyth e Jane Pollard gireranno a breve tra Londra, New York, Melbourne e Berlino, a stretto contatto con i fans del musicista; in più, nella Collector’s edition, saranno presenti anche i b-sides dei singoli ed alcune esclusive note. Gli album verranno rilasciati alla fine dell’anno. A quanto pare, nel 2009, un trattamento analogo dovrebbe essere riservato anche a tutti gli altri dischi.

Concerto - 31 maggio 2008 - Spello (PG), Villa Fidelia

Ho Percorso 400 km trascinandomi dietro moglie, figlio e due coppie di amici per assistere al concerto evento. Ho visto centinaia di gruppi esibirsi su un palco ma Nick Cave, per un motivo o per un altro mi è sempre sfuggito all’ultimo istante. Trovarselo adesso, a pochi metri di distanza, nella splendida cornice umbra è un’emozione forte. Lo sguardo inquietante, profondo, penetrante; il viso con la consueta lunga chioma, nascosto in parte da grandi baffi neri. Forse un tentativo di uscire dal clichè dell’immagine di poeta cupo e maledetto che si è cucito addosso. Si capisce da subito che Nick è di buon umore e soprattutto, ben disposto: conversa con il pubblico, ride a qualche battuta, inciampa nel filo del microfono, palleggia col tamburello (mi sono allenato per 25 anni, confesserà) e si concede alle richieste della platea. I Bad Seeds lo agevolano, lo assecondano, lo coccolano; avercela una band così: Mick Harvey è prezioso, Jim Sclavonus è il metronomo che gli scandisce il tempo, lui che il tempo ha cercato di domare e l’indiavolato Warren Ellis con le sue chitarrine giocattolo che si dimena gambe all’aria, come un ossesso, non fa rimpiangere Blixa Bargeld. E’ pensare che nel corso del tempo sono passati da quelle parti, tra gli altri, Barry Adamson e Kid Congo Powers. L’inizio è folgorante, the night of lotus eaters apre il concerto tra stridori, rumori e un crescendo ipnotico. Non si ha il tempo di riprendersi perché la platea è tutta per lui a saltare al ritmo di dig, lazarus, dig!!! Guardo mio figlio che canta insieme al pubblico dig yourself, lazarus dig yourself, lui che ha iniziato a conoscere Nick Cave dall’ultimo disco e credo che domani mi chiederà di mostrargli l’intera discografia. Il concerto è un susseguirsi di emozioni fino all’esplosione di gioia per una monumentale the mercy seat e non si fa in tempo a riprendersi che deanna ti stende. Uno stupore da imprimere nella memoria come un ricordo da tirare fuori e raccontarlo nelle fumose serate malinconiche. Il tempo scorre ma la serata è ancora lunga, e abbiamo ancora spazio nella sacca dei ricordi per poter inserire una commovente the ship song, e una delirante e passionale into my arms. Il finale è travolgente, Nick prima irride il suo tecnico per una chitarra male accordata e poi urla, sputa, salta e infine ci stende raccontando di crimini e assassini con una metallica stagger lee, diventata un cavallo di battaglia dal vivo. Si resta senza parole e con gli occhi che ti lacrimano e le orecchie che ti esplodono; si ha solo voglia di far continuare la magia e dopo il concerto siamo nelle stradine di Spello a cercare un posto dove bere un bicchiere prima di andare a dormire. Lo troviamo il posto, un’enoteca, forse l’unica ancora aperta e mentre cerchiamo un tavolo, arrivano Nick Cave e Warren Ellis (il resto della band arriverà più tardi) e un misto di meraviglia ed estasi mi assale e non riesco a dirgli nulla, riesco solo a ringraziarlo e stringergli la mano; poi è tempo di andare a dormire, domani ci aspettano altri 400 km per tornare a casa.

Concerto - 1 giugno 2008 - Roma, Teatro Tendastrisce

Grazie a questo sito venni a conoscenza del nuovo progetto che stava per sfornare il Nostro e in seguito lessi le prime voci attendibili che circolavano in merito al Tour che ne sarebbe seguito… Ebbene.. la storia di questo concerto inizia un po’ di tempo fa (se i concerti si esaurissero in se stessi in poco più di due ore che cosa lascerebbero sotto pelle??).
Piccola premessa in merito alla questione-biglietto: 43.70 euro sudati ma felici, anzi felicissimi! Soprattutto visto il suo bazzicare (passatemi il termine romano, eheh) sporadico per la nostra penisola. Però.. una piccola considerazione sui 5.70 euro di prevendita: è pazzesco, roba da folli e da ladroni da parte di chi gestisce questo business. Che poi i rivenditori sulla piazza in Italia sono solo un paio ed hanno campo libero! Tra l’altro producono dei biglietti pessimi, poco più decenti di quello del cinema sotto casa… ricordo che fino a diversi anni fa il biglietto era una reliquia soprattutto per la bella presentazione, con tanto di immagine/foto dell’artista e scritte in rilevo e colorate, anche l’occhio vuole la sua parte, a maggior ragione se come ricordo..ora i biglietti sono tutti uguali e non c’è quasi neanche più gusto a tenerli nel cassetto dei ricordi…
In più da un po’ alcune rivenditorie cominciano a chiedere 1 euro di commissione…del tutto illegale, attenzione! È un meccanismo perverso che come al solito grava sulle tasche di chi vuole fruire della cultura e dell’arte dello spettacolo (in prevalenza giovani se si parla di concerti). Come se, tra l’altro, fosse facile evitare la prevendita e tutti gli smazzamenti del caso: spesso non è consentita (a me è successo anche questo!?), ma molto più spesso non ti conviene aspettare di arrivare al botteghino del teatro/stadio perché sicuramente rimani a bocca asciutta.. e te credo passano stock di biglietti sottobanco ai bagarini, i migliori posti poi! Ho visto questa scena pietosa con i miei occhi in due delle rivenditorie più famose della mia città! già…si sa…

Insomma, ci si rifà di tutti i soldi risparmiati dai download dal web? Boh, ma in quel caso dovrebbero lievitare solo i prezzi netti, non anche le prevendite. Come se per noi fosse facile sganciare un cinquantino per ogni evento di nostro gradimento (e sì che all’anno per gli appassionati come me ce ne sono diversi di eventi, insostenibili contemporaneamente).
Fine sfogo contro il business dei traffici di ticket. Visto che si parla di “tour” mi sembra un aspetto pratico utile da affrontare per sapere sono l’unica ad assumere una posizione critica.

Siamo a Nick Cave, al Tendastrisce, un paio di giorni fa.
Decido di prendere il biglietto e l’avrei fatto da sola se non fosse che un’amica si è proposta di unirsi a me, quindi biglietto alla mano è iniziato il conto alla rovescia fino al fatidico 1 giugno.
Di concerti più o meno grandi e importanti ne ho visti diversi, ma Cave proprio mi incuriosiva e mi intimoriva al contempo, soprattutto riguardo al fatto caratteriale, di resa dal palco e di pubblico. Per me era un po’ un punto interrogativo e non sapevo bene cosa aspettarmi, strano, non mi era mai successo. Inutile dire che sono tornata con un’immensa soddisfazione in corpo ;-) eheheheheheh
Me ne arrivo al Tendastrisce tranquillamente verso le 8 di sera, mi fumo una sigaretta ed entro con altrettanta calma, consapevole che mi avrebbero tolto il tappo dalla bottiglietta d’acqua nella borsa e che sarei stata nelle file di mezzo del parterre. Invece la security non mi si è filata minimamente e mi ritrovo in seconda fila abbastanza centrale, dopo aver zigzagato un po’ perché davanti la mia terza fila laterale c’era un tipo altissimo che toglieva la visuale a mezzo teatro.
Faccio per sedermi a terra che entra il gruppo spalla: un simpatico duo australiano formato da Ed Kuepper & Jeffrey Wegner: cantante e batterista (beh a chi corrisponde quale ruolo non saprei dirlo :p). ammetto che mi sono piaciuti, anche se sanno un pò di già sentito, ma anche di lande desolate e di easy rider, mi convincono su diversi pezzi..peccato quel knoking on heaven’s d..ehm no quel pezzo dal sapore già masticato..eheheh
Finito il set un manipolo di tecnici fa un via vai frenetico e troppo lungo sul palco per sistemare gli strumenti, tanto che pensavo stessimo per assistere ad un vero soundcheck in diretta. Qualche tentennamento e si accendono le luci: la batteria è rosa, con un pomodoro sulla pelle davanti della cassa, ghgh.
Entrano i Semi del Male, eleganti e decisi…tutto sommato sobri e defilati (tranne, ovviamente, Warren Ellis e le sue buffe minichitarre) Poi..passo svelto, grinta nelle mani e potenza nell’ugola. Fa il suo ingresso quel diavolo di Re Inkiostro con fare tanto elegante quanto famelico. Pare che ci sbrani tutti.
Non avevo mai assistito ad un concerto (perlomeno ad uno a cui tenessi particolarmente) da così vicino, a circa 2 metri dal palco e posso dire sol sorriso a trentasei denti che DA LI’ SOTTO E’ DAVVERO TUTTA UN’ALTRA STORIA!!! Si notano molte sfumature, emozioni e trasporto in più, non c’è paragone. Anche gli sghignazzi del cantante in questione, eheh.
La prima cosa che noto è che quel cavallo pazzo, ma di razza, punta dritto verso di noi e inizia a cantare fissando negli occhi i ragazzi che gli stavano direttamente davanti. Mi dico un enorme “Wow!!!!!!!!!!!” e rimango pietrificata come un coniglio spaventato, immobile mentre gli altri si dimenano (e quasi mi schiacciano). Sono rimasta per un attimo stordita da un attacco così coinvolgente, un Nick impeccabile in quel suo vestito fatto di pantaloni a righe nere e viola, camicia porpora e giacca nera.
E lui è lui. In un attimo tutti i timori mi si sciolgono, allontanati da quella voce potente e profonda, bella e piena, viva e sanguinante. La gente è positiva, pubblico eterogeneo, abbastanza tranquillo, divertito.
Nick è affabile e divertente, davvero una bella sorpresa!!! Poi si scatena ma non si scompone, di classe e coerente.
Non c’è niente da fare, è nato per stare sul palco! (purtroppo o per fortuna) annienta qualsiasi altra presenza dietro di lui. I tuoi occhi rimangono magnetizzati dai suoi, chiarissimi sotto i riflettori, che mi hanno fatto dimenticare di aver portato la macchinetta fotografica scarica (azz).
Un po’ meglio i pezzi sostenuti di quelli lenti, nel complesso un gran bel concerto di un paio d’ore e qualcosa.
Stagger Lee. Ciao… …. …. La speranza di afferrare il foglio con la scaletta o una bacchetta, ma niente..mi tengo stretta l’immagine degli occhi ghiacciati di Nick nei miei.

Sfinita, mangio il mio pezzo di pizza fuori al teatro finchè la security ci caccia via per la chiusura. Adrenalina a mille… non ancora non è scesa del tutto :)

(ps: scusate la lunghezza del post, scrivo poco ma concentrato :p)