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Posts Tagged ‘milano’

Nick Cave – Red Right Hand – Milano, Teatro Dal Verme – 22/10/2009

25 ottobre 2009 1 commento

E infine pubblico il video di Red Right Hand.
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Nick Cave – Into My Arms – Milano, Teatro Dal Verme – 22/10/2009

25 ottobre 2009 Nessun commento

Ecco video di Into My Arms (tagliata per qualche secondo nella parte iniziale) eseguita al Teatro Dal Verme:
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Nick Cave – The Weeping Song – Milano, Teatro Dal Verme – 22/10/2009

25 ottobre 2009 Nessun commento

Il video di The weeping song eseguita al Teatro Dal Verme:

Nick Cave – Lime Tree Arbour – Milano, Teatro Dal Verme – 22/10/2009

24 ottobre 2009 Nessun commento

Quando ho visto Warren con il flauto temevo una Breathless… e invece… eccovi Lime Tree Arbour

Ho caricato anche un po’  di foto della serata nella sezione immagini del sito.

Nick Cave – (Are You) The One That I’ve Been Waiting For? – Milano, Teatro Dal Verme – 22/10/2009

23 ottobre 2009 2 commenti

E questa è (Are You) The One That I’ve Been Waiting For?

Nick Cave a Milano il 22 Ottobre!!!

7 settembre 2009 2 commenti

Una serata di musica e reading al teatro Dal Verme di Milano!!! Con Warren Ellis e M. Casey.

Biglietti in vendita da oggi.

Concerto – 28 maggio 2008 – Milano, Alcatraz

29 maggio 2008 4 commenti

Alcatraz sold out per la prima data del tour in Italia, anche se a me sembrava un po’ meno pieno dell’ultima volta. Ma magari è sono un’impressione.
Sul concerto, che dire? Ci si deve ripetere. Stai magari anche un bel po’ di tempo senza vederli dal vivo ma appena attaccano i Bad Seeds hai la stessa sensazione che hai quando ritorni a casa. Attaccano e ti ritrovi a sbattere contro il loro wall of sound che conosci bene, ma ogni volta è come se fosse la prima e c’è sempre un qualcosa che ti spiazza.
La scaletta non presenta grosse sorprese rispetto a quanto già si sapeva dal resto del tour, ma un conto è leggere che fa Hard on for love e un altro è quando te la trovi lì. I brani nuovi superano alla grande l’esame del live (e che a farlo sia Midnight Man non mi sorprende, un po’ di più invece il fatto che rendano così bene anche Today’s Lesson e We Call Upon The Author).
Manca qualcosa rispetto ad esempio alla setlist di Copenhagen ma arriviamo comunque a due ore e dieci di concerti: cosa ormai abbastanza rara. Non esaltanti probabilmente i due recuperi dai due album gemelli (The Lyre of Orpheus e
Get Ready for Love), mentre i “classici” ritrovano sempre nuova freschezza. Io sono più per una The Mercy Seat in versione “tirata”: ma anche così non è certo da buttare. E che dire di Nobody’s Baby Now e Red Right Hand?
E visto che non si può chiudere senza nemmeno un omicidio d’autore ci pensa Stagger Lee a mandarci tutti a casa.
Discorso su Nick in particolare. È in forma, ne ha voglia e gigioneggia come suo stile con gli ormai classici mini siparietti con il pubblico (magari constituiti da due parole, ma l’effetto c’è sempre). Lo preferisco comunque senza chitarra: quando ce l’ha perde un po’ nella sua carica da frontman.

Qui sotto potete vedere il video, parziale, di Into my arms dalla serata di Milano.

La setlist all’Alcatraz:
Night of the lotus eaters
Dig Lazarus dig
Tupelo
Today’s lesson
Red right hand
Nobody’s baby now
Midnight man
The mercy seat
Deanna
Lie down here
Moonland
The ship song
We call upon the author
Papa won’t leave you Henry
More news from nowhere

The lyre of Orpheus
Get ready for love
Hard on for love
Into my arms

Jesus of the moon
Stagger Lee

Concerto – 21/02/04 – Auditorium, Milano

Duplice appuntamento con Nick Cave per la città di Milano, dove mancava da tre anni allora con i semi del male al completo.
Ci si aspettava un Cave solo performance ed invece Re Inkiostro, mai abbandonato, si è presentato in compagnia di Warren Ellis (violino), Martin P.Casey (basso) e Jim Sclavunos (batteria) in sostanza con la metà dei Bad Seeds. La scelta, direi azzeccatissima, dell’auditorium San Gottardo ha reso ancor più unico l’atteso evento, annunciando un’ottima atmosfera. Le due date milanesi per pochi fortunati sono finite subito sold out, considerata la dimensione dell’auditorium era auspicabile. Nick Cave si è presentato con il suo solito look elegantissimo da perfetto dandy, con la sua camicia bianca ma stavolta senza cravatta e con uno strano taglio di capelli curiosamente squadrato a pupo.
In quasi due ore di concerto Cave e co. hanno messo in luce tutte le proprie capacità, dimostrandosi in serata di grazia.
La voce di Cave matura di anno in anno e soprattutto cresce il possesso di una vocalità dall’intonazione profonda ed evocativa, migliora anche l’abile uso del piano rigorosamente a coda, ingredienti che hanno dato vita ad una atmosfera magica, che ci ha rapito il cuore. Cave stravolge i suoi standard con originale ispirazione, le versioni di “Henry Lee” e “West Country Girl” sono squisitamente irriconoscibili, di certo tra i momenti più alti della serata. Anche la murder ballad “Stagger Lee” riscopre un rinnovato pathos nella versione proposta. Tanta energia scuote i momenti ad alta fibrillazione, in cui si ammira l’intesa di Cave, che picchia il suo piano, ed Ellis che straccia le corde del suo violino, dilatando le braccia nei momenti di furia, ranicchiandosi sulle ginocchia nei momenti di quiete…proprio come un uccello. Pindaricamente l’australiano spazia nel suo repertorio ripescando dai ricordi con i Birthday Party una inquietante “Wild World” (dal 12” del ‘83 “The Bad Seed”), restare fermi sulle poltrone dell’auditorium diventa un’ardua impresa. Brani forti che si alternano a ballate pianistiche delicate come “Darker With The Day” ,“God Is In The House” e “Love Letter”. Molta attenzione rivolta all’album “No More Shall We Part” e quasi trascurato “Nocturama”, l’ultimo lavoro di Cave che non possiede il dono perpetuo e inconfondibile dei precedenti dischi. Mi lascia un po’ perplesso il momento dedicato a “The Mercy Seat”, che non decolla nella giusta misura. Un po’ di nostalgia porta Cave a lanciare dediche dirette a Cash e a Tim Bukley con due personalissime rivisitazioni, ricordati rispettivamente con “The Singer” e “Dolphins” di Fred Neil (che non tutti conosceranno come l’autore di “Everybody’s Talkin” dalla colonna sonora “Un uomo da marciapiede”).
Non è bastato il bis a mandare definitivamente via Cave richiamato per continuare con “Do You Love Me?” deliziosa al piano. Estasiato ho lasciato l’auditorium con la tentazione di rivederlo il giorno dopo…
Direi che la formula scelta a quattro per il tour è riuscitissima, si spera in un cd live calibrato su questo tipo di performace. Ho riscontrato più energia della situazione vista ad Ancona due anni fa nella interessante rassegna “Il Violino e La Selce” organizzata da Battiato, in cui la scaletta dei brani era molto affine a quella proposta sabato a Milano, ma allora Cave era con un’altra band: Jim White (batteria) e Norman Watt-Roy (basso) e del fido Ellis. Forse seppur rinnovato il repertorio dal punto di vista delle interpretazioni i concerti andrebbero maggiormente aggiornati… magari continuando a ripescare nel passato e riprendendo qualcosa da “From Her to Eternity” e “The Firstborn Is Death”.

Euchrid Eucrow – a.avalle@tin.it
http://www.mescalina.it/musica/live/live.php?id=133